Porta Maggiore e sepolcro di Virgilio Eurisace

Porta Maggiore e sepolcro di Virgilio Eurisace

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Informazioni su Porta Maggiore e sepolcro di Virgilio Eurisace

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Categoria
Monumento o sito archeologico
Campo di interesse
Archeologia romana - Arte e architettura funeraria

Indirizzo
piazzale Labicano
Roma (RM)

Municipio
I - Centro Storico
Rione
XV - Esquilino

Informazioni e contatti
Telefono:
Sito web:
Pagina Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Porta_Maggiore
Email:

Condizioni di visita
visitabile esternamente

Compreso in
Esquilino (rione)

Presentazione
Il grande piazzale da cui hanno inizio la via Prenestina e la via Casilina (in antico chiamata via Labicana) e da cui si dipartono numerose direttrici che attraversano l’Esquilino è ancora oggi, come nell’antichità, uno dei principali snodi del traffico cittadino, tagliato dalle Mura Aureliane in due parti che prendono il nome di piazza di Porta Maggiore e piazzale Labicano. L’area è dominata dalla monumentale Porta Maggiore (dal nome della Basilica di Santa Maria Maggiore cui il percorso che transita attraverso la porta conduce), edificata dall’imperatore Claudio nel 52 d.C. per consentire all’Acquedotto Claudio di valicare le due strade. I due fornici dell’arco, tutto edificato in travertino, sono inquadrati lateralmente e al centro da tre edicole forate; il triplice attico dell’arco (dove transitavano i condotti degli acquedotti) mostra su entrambi i lati le monumentali iscrizioni che ricordano la realizzazione dell’opera da parte di Claudio e i rifacimenti degli acquedotti finanziati da Vespasiano e Tito. L’arco monumentale è decorato con il gusto del bugnato (facce non finite dei blocchi e delle colonne) tipico dell’età di Claudio, che fu ampiamente ripreso in età rinascimentale e barocca. Durante gli anni ’70 del III secolo la costruzione delle Mura incluse nel suo percorso l’antico arco monumentale a due fornici di Claudio, che divenne una delle porte della città. L’edificazione di una controporta (ancora parzialmente visibile) si ebbe al tempo di Onorio (inizi V secolo): durante questi interventi fu inglobato dentro un torrione posto tra i due fornici un particolare sepolcro quadrangolare costruito nella seconda metà del I secolo a.C. da Marco Virgilio Eurisace, imprenditore nel campo della panificazione, sepolcro che volutamente richiama nell’architettura i forni per il pane. Nell’area archeologica attorno alla porta si individuano i resti della pavimentazione in basoli delle due strade, gli innesti degli acquedotti che attraversavano la zona e dei sepolcri che vi sorgevano. Accanto alla porta uno dei fornici dell’acquedotto presenta internamente una decorazione ad affresco pertinente ad una domus sorta a cavallo dei piloni dell’acquedotto.

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