Esquilino (rione)

Esquilino (rione)

Mappa: dove si trova Esquilino (rione)

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Categoria
Rione o quartiere storico
Campo di interesse
Archeologia romana - Arte e architettura moderna

Indirizzo
piazza Vittorio Emanuele II
Roma (RM)

Municipio
I - Centro Storico
Rione
XV - Esquilino

Informazioni e contatti
Telefono:
Sito web:
Pagina Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Esquilino_(rione_di_Roma)
Email:

Condizioni di visita
visitabile esternamente

Comprende
“Auditorium” di Mecenate (ninfeo degli Horti Maecenatiani)
Aula degli Horti Liciniani (“Tempio di Minerva Medica”)
Basilica di Santa Croce in Gerusalemme
Basilica di Santa Maria Maggiore
Casino Massimo Lancellotti
Complesso archeologico di Santa Croce in Gerusalemme (Sessorio o Palazzo Sessoriano)
Ipogeo degli Aureli
Museo del Tesoro della Basilica Liberiana
Museo nazionale degli strumenti musicali
Museo Storico della Fanteria – Museo Storico dei Carristi
Museo storico della Liberazione (Caserma e carcere delle SS)
Porta Maggiore e sepolcro di Virgilio Eurisace
Porta Tiburtina
Scala Santa – Chiesa di San Lorenzo in Palatio ad Sancta Sanctorum
Sepolcri di via Statilia
Sotterranei della Basilica di Santa Maria Maggiore
Trofei di Mario (Ninfeo di Alessandro) – Porta Magica (Porta Alchemica)
Villa Astalli – Istituto Figlie di Nostra Signora al Monte Calvario

Presentazione
Il nome Esquilino deriva certamente dal latino ex colere (“abitare fuori”) con riferimento ai nuclei di capanne esistenti a nord della Roma Quadrata fondata da Romolo sul Palatino. Sul lato occidentale la collina si articola in tre propaggini: l’Oppio, il Fagutale e il Cispio. La sommità fu sede di una vasta necropoli, nata già durante la prima età del Ferro e sviluppatasi per tutta l’epoca arcaica e repubblicana fino a divenire il più vasto cimitero della città. Mentre le zone più elevate racchiuse dalle Mura Serviane furono scelte per l’erezione di ricche domus patrizie, la valle attraversata dal clivus Suburanus, che saliva fino alla Porta Esquilina (ancora esistente in via di San Vito), ospitava un’edilizia intensiva a volte fatiscente, parte del quartiere anticamente chiamato la Subura. Dall’età augustea si intraprese il recupero del colle, che si manifestò con la chiusura del campus pauperum (vere fosse comuni esistenti nei terreni oggi occupati da piazza Vittorio Emanuele II) e con la creazione di eleganti ville suburbane circondate da giardini (in latino definite horti), la prima e la più celebre delle quali furono gli horti di Mecenate. Nella tarda età romana furono erette sul colle le importanti basiliche di Santa Maria Maggiore e di San Pietro in Vincoli. A seguito della caduta dell’Impero e della contrazione dell’abitato nell’area del Campo Marzio, l’Esquilino divenne una zona a connotazione agricola punteggiata di rovine. Una nuova vita si ebbe a partire dal Seicento quando sorsero importanti ville con eleganti casini e giardini, alcune delle quali sopravvissute alla speculazione edilizia che interessò tutta l’area a seguito del trasferimento a Roma della Capitale d’Italia, negli anni finali dell’Ottocento e nei primi decenni del XX secolo. Dopo un periodo di decadenza tra gli anni ’60 e ’90 del Novecento, durante il quale il quartiere si connotò negativamente come ricettacolo di malavita e di senza dimora, il XXI secolo ha visto un miglioramento dell’area sotto il profilo del decoro e della sicurezza.

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